• A DIETA PRIMA DI NATALE: SI O NO?

    dieta

    Ma ha senso mettersi a dieta prima di Natale? Si, ciò che conta è la motivazione! Certo non dimagrirete ma vi approccerete alla tavola con più coscienza.

    Secondo gli esperti non esiste un momento giusto per iniziare una dieta. Spesso chi deve iniziare una dieta finisce infatti per ripetersi “inizio da lunedì, inizio dopo le feste o inizio a gennaio”. Ma fissare una data di inizio di una dieta significa solo rimandare qualcosa che non si vuole fare! Si tratta di meccanismi di difesa della nostra psiche, che non volendo affrontare gli sforzi richiesti tende a rimandare sempre a quel famoso lunedì che non arriva mai!

    Chi vuole cominciare davvero a perdere peso, o semplicemente a mangiar sano, allora deve prendere una decisione che deve partire da adesso. E’ la stessa cosa che dovrebbe fare chi deve smettere di fumare o andare in palestra. Avete deciso di smettere di fumare? Bene! Allora buttate le sigarette, ORA! Avete deciso di andare in palestra? Bene, andate! Aspettare marzo o aprile per andare in palestra sperando in due mesi di recuperare tutto ciò che non si è fatto in un anno intero è una follia! Dovremmo renderci conto che stiamo solo cercando la scusa per non iniziare, perchè evidentemente non siamo motivati abbastanza.

    Non è importante il giorno ma la motivazione…anche se è Natale!

    Non c’è un momento migliore di altri per migliorare le proprie abitudini. Se siete davvero motivati, ogni momento è quello giusto. Anche a Natale? Si! Certo, iniziare una dieta proprio nell’insidioso periodo Natalizio non è semplice. Ma pensandoci bene potrebbe avere i suoi vantaggi. Si eviterebbe innanzi tutto di aggiungere peso al peso. Magari (anzi, sicuramente :)) non dimagrirete, nè dovrete stare alla larga da dolciumi e prelibatezze culinarie. Ma arriverete al cenone con maggiore consapevolezza, avrete imparato a gestire i pasti e ad approcciarvi alla tavola in modo consapevole, godendovi tutto, ma senza la smania di dovervi abbuffare ad ogni costo. Inoltre, se riuscirete a “sopravvivere” a questo periodo, il resto sarà tutto in discesa.

    Cosa voglio dire quindi?

    Non voglio trasmettere il messaggio che si debba iniziare una dieta prima di Natale a tutti i costi. Voglio invece dire che è bene iniziare una dieta quando ci sentiamo pronti!  E se questo si verifica a Natale, perfetto, non rimandate, iniziate ora!

     

     

  • STANCHEZZA PRIMAVERILE: ECCO COME COMBATTERLA

    stanchezza

    Con la primavera vi sentite stanchi e spossati? Tranquilli, è tutto normale…vi spiego perchè e come sconfiggere questo “mal di primavera” 

    All’arrivo della primavera l’organismo si deve adattare alle nuove condizioni climatiche, un processo per lui tutt’altro che semplice. Deve fare i conti infatti con repentini sbalzi di temperatura, con i cambiamenti nella durata delle ore di luce, insomma…è un periodo di transizione spesso difficile da affrontare. Se a ciò si aggiunge un’alimentazione scorretta con conseguenti carenze vitaminiche, allora l’adattamento alla primavera sarà ancor più difficoltoso. Ecco quindi alcuni consigli per affrontare con più energia il cambio stagione.

    Stanchezza primaverile, partiamo all’alimentazione. 

    Un’alimentazione varia e bilanciata consente di evitare di incorrere in carenze vitaminiche e di minerali che poi possono aggravare la spossatezza primaverile. Ecco i nutrienti di avete maggiore bisogno:

    • vitamine del gruppo B:  sono fondamentali per garantire il corretto metabolismo energetico. Le potete trovare nei cereali integrali,  germe di grano, nel latte, fegato, lievito,  legumi e frutta secca, ma anche nei vegetali  a foglia verde, uova, pesce e carni magre;
    • vitamina c: importante per rafforzare le difese immunitarie. Si trova nei kiwi, agrumi, peperoni, verdure a foglia verde, pomodori;
    • vitamina A e vitamina E: antiossidanti in grado di contrastare l’invecchiamento cellulare. Assumete quindi tutta la frutta e verdura giallo-arancio, latte e derivati, uova e pesce per la Vitamina A. Mentre per la E on fatevi mancare cereali, germe di grano e legumi, verdura verde,  noci, nocciole, mandorle e semi
    • magnesio: essenziale per la sua azione  sul sistema nervoso e muscolare. Si trova nella verdura a foglia verde, semi di zucca, germogli di soia, frutta a guscio, cacao amaro e cioccolato extra fondente, legumi, banane, avocado e fichi, cereali e farine integrali.
    • calcio e potassio: per il buon funzionamento del sistema nervoso. Trovate il primo soprattutto in latte e derivati, il secondo in vegetali verdi, patate, soia, fagioli, arance, albicocche e banane, nella carne, lievito di birra e i cereali integrali
    • e poi ancora zinco, fosforo, ferro, rame e manganese.

    E se la dieta non fosse sufficiente a tenervi svegli ed attivi, ecco alcuni rimedi naturali.

    Rimedi naturali contro la stanchezza
    • ginseng: per potenziare l’energia mentale e fisica. Lo si può assumere come pastiglie o in forma liquida o all’interno di altri integratori in sinergia con altre sostanze;
    • guaranà: le sue proprietà toniche ed energizzanti, dovute alla presenza della caffeina,  sono utili per contrastare la stanchezza fisica e mentale. Il suo effetto è simile al caffè ma più prolungato;
    • eleuterococco: utile per le proprietà toniche ed adattogene, stimola la concentrazione, ed aiuta a contrastare stress e cambiamenti stagionali. Si assume con integratori in pastiglie o liquidi;
    • rodiola: anch’essa dotata di proprietà toniche ed adattogene, utile per la stanchezza mentale e fisica. Si trova in pastigli o liquida o all’interno di integratori complessi.
  • STITICHEZZA: COME COMBATTERLA CON L’ALIMENTAZIONE

    stitichezza

    Un disturbo ricorrente quanto fastidioso, che spesso crea imbarazzo. Parliamo di stitichezza, cause e rimedi.

    Quando si parla di stitichezza ?

    Si parla di stitichezza (stipsi) quando la frequenza dell’evacuazione è inferiore a tre volte alla settimana. La stitichezza è certo un disturbo fastidioso e talvolta doloroso al quale spesso si associano anche altri sintomi quali senso di pesantezza, mal di pancia, gonfiore, meteorismo, pesantezza a livello anale, feci molto dure, senso di evacuazione incompleta. Si tratta di un problema spesso imbarazzante, del quale non si parla facilmente e spesso si ricorre al fai da te con l’uso di lassativi o procedendo per sentito dire. Ma si tratta invece di un problema che necessita di attenzione.

    Quali sono le cause?

    La stipsi può essere una condizione talvolta “genetica” ma per la maggior parte delle persone esistono strategie che permettono di regolarizzare la funzionalità intestinale, come una corretta alimentazione, uno stile di vita attivo e l’adozione di misure per il controllo dello stress.

    Tra le cause quindi ricordiamo:

    • poco movimento: il movimento  aiuta la peristalsi (contrazioni) intestinale, e quindi favorisce la corretta evacuazione;
    • scarsa idratazione: l’acqua rende le feci più morbide;
    • limitata  assunzione di fibre;
    • dieta squilibrata;
    • stress;
    • assunzione di alcuni farmaci, come antiacidi, antiipertensivi….

    Curare la stitichezza con l’alimentazione

    L’alimentazione può certamente aiutare. Tra i cibi da preferire ricordiamo:

    • Alimenti ricchi di fibra:
      • La verdura, soprattutto cotta, grazie alla ricchezza di fibra (spinaci, zucchine, broccoli, cavolfiori, fagiolini, melanzane, carciofi, etc…)
      • la frutta, prima tra tutti il kiwi, magari al mattino a digiuno. Utile anche quella cotta;
      • i legumi, anche passati  o centrifugati;
    • Olio extravergine di oliva per condire le pietanze, usato a crudo (ma occhio alle quantità!!);
    • Yogurt o latte fermentato grazie alla ricchezza in  fermenti lattici;
    • Acqua, almeno 1,5 – 2L al giorno.

    Ci sono invece cibi da assumere  con moderazione in quanto hanno un potere astringente:

    • Patate
    • Carote
    • Limoni
    • Riso (compreso quello integrale)
    • Banane

    Lassativi naturali

    Vediamo ora nello specifico alcuni alimenti che hanno un naturale efffetto lassativo e consentono di stimolare l’intestino pigro:

    • semi di psillio: è un alimento ricco di mucillagini (fibre) che a contatto con l’acqua formano un gel che aumenta le dimensioni della massa fecale e la ammorbidisce. Vanno assunti lontano dai pasti, magari al mattino a stomaco vuoto. I semi vanno messi in acqua qualche ora in modo che le fibre formino il gel e poi si possono bere;
    • semi di lino e di chia: come quelli di psillio, anche i semi di lino e di chia sono ricchi di mucillagini. Aumentano il volume delle feci e determinano un loro ammorbidimento che spinge l’intestino a muoversi. Il modo migliore per assumerli è metterli a mollo in acqua per una notte e poi berli a digiuno;
    • Aloe vera: il suo succo ha moltissimi benefici, tra cui appunto, anche il miglioramento del transito intestinale.
    • Prugne secche: sono tra i più potenti alimenti con effetto lassativo immediato, consumate come spuntino o dopo i pasti.
    • kiwi: deve il suo effetto lassativo alla grande quantità di fibra. 2 kiwi a colazione sono ottimi per attivare l’intestino.
    • Senna: la senna ha un effetto lassativo piuttosto potente per la presenza di sennosidi (principi attivi) che stimolano la peristalsi intestinale non appena raggiungono l’intestino. Può essere assunta sotto forma di tisane da bere prima di andare a letto.
    • Rabarbaro: Somministrato a piccole dosi, il rabarbaro agisce come amaro digestivo. A dosi più alte, invece, agisce come lassativo grazie ai glicosidi contenuti nella pianta. Potete assumerlo sotto forma di infuso realizzato con 5 gr di rabarbaro e 2 di bicarbnato in 200 ml di acqua.

    Riassumendo:

    • cambiare alimentazione;
    • bere a sufficienza;
    • fare movimento;
    • ricorrere a specifici alimenti che stimolano la peristalsi intestinale

    E poi…non leggere in bagno, ascoltare lo stimolo (quando arriva!) e, sembra banale, assumere un’adeguata posizione sul water. Qual’è? La posizione corretta sarebbe quella “accovacciata” . Ma poichè i water moderni non lo consentono, potete mettete un rialzo sotto i piedi (ad esempio uno sgabello). Vi aiuterà!

    Avvertenze

    Questi consigli sono puramente generali. Ho parlato ad esempio dell’importanza del consumo di frutta e verdura per la loro ricchezza in fibra per ridurre i sintomi della stipsi.  Vi sono però situazioni in cui è proprio l’eccesso di fibra a compromettere la corretta funzionalità intestinale! Inoltre, come accennato, la stipsi si può associare anche ad altre patologie come colite, meteorismo, o diverticolosi. Tutti casi che necessitano di una trattazione specifica (è noto ad esempio che in caso di diverticoli il consumo di kiwi è sconsigliato per la presenza di semini). Quindi, se soffrite di questo problema non ricorrere al fai da te, ma chiedete un consulto per studiare la vostra situazione.

    Dott.ssa Simona Santini Biologa Nutrizionista
  • COTTURA AL MICROONDE: SI O NO?

    microonde

    Il forno a microonde è cancerogeno? E le microonde fanno male alla salute? Quali sono i pro e i contro di questo metodo di cottura?

    Tra i metodi di cottura che si sono diffusi nell’era moderna  c’è sicuramente il microonde. Grazie alla sua praticità d’uso ed i tempi rapidi è sempre più diffuso nelle cucine domestiche ed in quelle professionali. Esso, viene utilizzato per riscaldare o scongelare ma anche per cuocere gli alimenti. Tuttavia, se da un lato c’è chi fa uso di tale elettrodomestico senza porsi troppe domande, dall’altro c’è chi lo ripudia temendo che faccia male alla salute. In questo articolo sfaterò quindi qualche mito al riguardo ma prima ancora vi voglio descrivere il suo funzionamento, per capire poi il perchè alcuni miti sono appunto…miti!

    Come funziona 

    I forni a microonde sono elettrodomestici che scaldano il cibo sfruttando l’interazione delle particelle di acqua  e grasso degli alimenti,  con i campi elettromagnetici generati dall’apparecchio. In particolare, il forno a microonde produce delle radiazioni a radiofrequenza e bassa energia che vengono assorbite dalle molecole di acqua e grasso degli alimenti. Grazie all’energia ricevuta, le particelle dei cibi iniziano a vibrare. E vibrano così velocemente che, urtando tra di loro, producono calore. Tanto più durano le radiazioni (le microonde), tanto più calore uscirà fuori dalle molecole, tanto più caldo sarà il nostro cibo.

    Detto questo, andiamo a sfatare alcuni miti.

    Gli alimenti cotti al microonde sono meno nutrienti di quelli cotti con metodi tradizionali?

    NO. Al contrario, quella al microonde rappresenta una buona tecnica di cottura. Infatti, rispetto alla cottura tradizionale, sembra preservare maggiormente le proprietà nutrizionali degli alimenti (come ad esempio le vitamine) proprio grazie alla sua rapidità. Inoltre è stato osservato che produce meno sostanze indesiderate, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), caratteristici ad esempio della cottura alla griglia o alla brace.

    Il forno a microonde è cancerogeno?

    NO. Non vi è alcuna dimostrazione che l’uso del forno a microonde aumenti il rischio di cancro. Infatti le microonde sono dotate di una bassa quantità di energia e quindi non sono in grado di modificare la struttura subatomica della materia ed indurre alterazioni del DNA che possono aumentare il rischio di cancro. Per intenderci, mentre le radiazioni ad alta energia sono “ionizzanti” e cioè possono indurre modifiche nel DNA che possono aumentare il rischio di cancro, le microonde non sono ionizzanti e quindi non cancerogene. D’altro canto, poichè le microonde non sono ionizzanti, il cibo cotto al microonde non è radioattivo e quindi non influisce sul rischio di ammalarsi. Se volete approfondire potete visitare il sito ufficiale AIRC cliccando questo link http://www.airc.it/cancro/disinformazione/microonde-rischio-cancro/

    Le microonde possono fuoriuscire dal forno ed essere rischiose per la salute?

    NO. Se il forno a microonde è ben schermato, le microonde restano all’interno dell’apparecchio.  In caso di mancata schermatura invece si rischierebbe una scottatura o un’ustione.

    I reali rischi legati alla cottura al microonde

    Sfatati questi miti quindi, vediamo per correttezza quali potrebbero essere i reali rischi legati all’uso di questo elettrodomestico.

    Il microonde è meno efficace della cottura classica nell’eliminare eventuali batteri o tossine che possono essere presenti nel cibo mal conservato. Perciò il maggior rischio per la salute è legato non alla cancerogenicità ma all’eventuale cattiva conservazione dei cibi e al conseguente riscaldamento con questo sistema. Per questa ragione si consiglia di utilizzare questo strumento solo per cibi freschi o conservati correttamente.

    Da sapere..

    Ricordate che per la cottura a microonde occorre usare particolari contenitori. Sono preferibili per la cottura recipienti in vetro, porcellana e terracotta. Non sono adatte, invece, teglie e vaschette in metallo o leghe, in legno, o in cristallo (contengono piombo). La plastica rientra tra i materiali adatti al microonde, ma deve trattarsi di plastica specifica che non contiene PVC (cloruro di polivinile), altrimenti correrebbe il rischio, non solo di deformarsi ma anche di fondersi, causando una possibile contaminazione del cibo da parte di prodotti chimici nocivi. Quindi è necessario controllare il marchio che ne consente l’utilizzo.

  • FEGATO: DEPURARLO CON L’ALIMENTAZIONE

    fegato

    Spesso dimenticato o sottovalutato, il fegato è fondamentale per il benessere del nostro organismo di cui è regista e di cui condiziona la salute. Vediamo come tenerlo in salute.

    Il fegato è un organo localizzato al di sotto del diaframma e posto sul lato destro tra questo, il colon trasverso e lo stomaco. È la ghiandola più voluminosa del corpo umano. Pesa circa 1.8 kg nell’uomo e 1.2-1.5 kg nella donna ed è il regista del nostro metabolismo.

    Spesso sottovalutato svolge invece funzioni vitali ed  è la sede di circa 5000 reazioni biochimiche. Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui l’immagazzinamento del glicogeno, la sintesi delle proteine del plasma, la rimozione di sostanze tossiche dal sangue. Interviene nel metabolismo di grassi, carboidrati e proteine.

    Una delle principali attività del fegato è la disintossicazione dell’organismo da tossine, scorie ed altri elementi nocivi. Ne deriva che una buona salute del fegato è fondamentale per il benessere dell’intero organismo. Un fegato in salute si traduce in vitalità, regolarità, pelle lucente, benessere generale. E, non per ultimo, un fegato in salute è fondamentale per perdere peso.

    La salute di questo organo dipende in primis dall’alimentazione. Circa il 75% del sangue che arriva al fegato viene dall’intestino. Quindi se mangiamo male o abbiamo un microbiota intestinale alterato, il fegato subisce danni, si ingrossa fino ad arrivare ad una patologia nota come steatosi epatica, il cosiddetto fegato grasso. 

    Le principali cause della steatosi sono l’alcool e l’eccesso di carboidrati con la dieta. Quando questi sono in eccesso infatti  sono convertiti in glicogeno. Ma quando il fegato è saturo di glicogeno, l’eccesso di carboidrati è convertito in grassi che saranno in parte  trasferiti al tessuto adiposo e in parte restano nel fegato dando la steatosi epatica.

    Circa il 40 % degli adulti e la maggior parte dei bambini hanno steatosi epatica a causa di una cattiva alimentazione.

    Come curare il fegato con l’alimentazione

    L’unico modo per ripulire il fegato è modificare le proprie abitudini alimentari.

    1. Rimuovere l’alcool.
    2. Ridurre drasticamente i dolci.
    3. Ridurre gli zuccheri semplici ed i carboidrati (senza eliminarli).
    4. Preferire cereali interi e integrali alle farine raffinate.
    5. Preferire un’alimentazione ricca di vegetali (ma non necessariamente vegana!). Quindi un’alimentazione ricca di legumi (spesso dimenticati) ed ortaggi che aiutano a depurare il fegato quali carciofo, cicoria, tarassaco, asparagi, ma anche cipolla ed aglio.
    6. Assumere 2 frutti al giorno fuori dai pasti. Tra la frutta con attività depurativa l’ananas innanzi tutto, ma anche mele ed arance.
    7. Ridurre drasticamente salumi e formaggi perchè ricchi di acidi grassi.
    8. Preferire il pesce alla carne, specie il pesce azzurro ricco di Omega 3
    9. Tra la carne, portate in tavola soprattutto quella bianca (pollo, tacchino e coniglio), riducendo drasticamente il consumo della carne rossa.
    10. Allo stesso tempo niente diete drastiche e fai da te che risultano spesso inadeguate e sbilanciate e che quindi creano ulteriori scompensi a carico del fegato.
    11. Attenzione a cibi confezionati contenenti sciroppo di glucosio – fruttosio, che a livello del fegato è trasformato in trigliceridi.

    …e poi attività motoria aerobica (ad esempio delle belle camminate veloci all’aria aperta).

    Tisane depurative ed alcuni alimenti detox

    non per ultime, vi sono tisane che aiutano a depurare il fegato. Il the rosso africano ne è un esmepio. esso infatti non contiene caffeina ma contiene catechine e polifenoli utili per aiutare il fegato. E poi erbe officinali come la menta piperita, rosmarino, finocchio, carciofo, tarassaco…ma di questo argomento tratterò in un altro articolo 🙂

    Ed ora un piccolo elenco di alimenti che vi possono aiutare ad alleggerire il vostro fegato

     

    fegato

     

  • NATALE SENZA INGRASSARE: TUTTI I CONSIGLI

    consigli-ingrassare-natale

    Non ingrassare durante le feste di Natale senza rinunciare al piacere della tavola si può. Ecco i segreti per limitare i danni al vostro girovita!

    Natale è un periodo critico sia per chi è a dieta e vorrebbe evitare di recuperare il peso perso, sia per chi, costantemente attento alla linea, vorrebbe godersi il piacere della tavola ma uscire comunque indenne da cene e veglioni. Allora, come fare per non ritrovarsi a gennaio con kili in più?

    Il mio primo consiglio è innanzi tutto di non farsi rovinare il Natale dalla paura di ingrassare. Natale è festa, è gioia, è compagnia, e soprattutto viene solo una volta l’anno. A Natale è quindi concesso lasciarsi andare a qualche sgarro, godersi la festa ed il piacere del cibo. D’altro canto, non bisogna certo usarlo come scusa per ingurgitare cibo a dismisura. Insomma, occorre un compromesso! Ecco quindi un vademecum per concedersi il piacere della festa…senza ingrassare!

    NEI GIORNI PRE-FESTIVI

    1) Niente digiuni dell’ultimo minuto, nella speranza di perder peso ed avere più “margine di sgarro”. In questo modo infatti non fareste altro che rallentare il vostro metabolismo ed arrivare alle feste  con una fame famelica. Inoltre il vostro corpo, costretto al digiuno,  tenderà durante le abbuffate ad assimilare di più come forma di difesa da possibili future carestie.

    2) Durante gli  aperitivi, cene o pranzi pre- natalizie, cercate subito le verdure ed iniziate il pasto con quelle. In questo modo vi potrete saziare tenendovi alla larga da stuzzichini ingrassanti. Tenete sempre in mano il vostro bicchiere di vino o prosecco. Con una mano impegnata sarà più difficile abbuffarsi! E se riuscite a tenervi alla larga da stuzzichini e tartine, puntando invece su insalate di farro, orzo, riso venere, o carpacci ed affettati, potrete anche concedervi un pezzetto di panettone!

    TRA NATALE E L’EPIFANIA

    natale

    1) Porzioni dimezzate per non rinunciare a nulla: durante il grande cenone della vigilia, o il pranzo di Natale, e in genere i giorni “rossi”, mangiate un pò di tutto ma preferite porzioni piccole e soprattutto non fate il bis. Potrete quindi godervi il pasto senza rimorsi, e senza rimpianti.

    2) Nei giorni non festivi non digiunate ma rispettate il piano dietetico: anche se nei giorni di festa avete sgarrato, non cercate di recuperare digiunando, semplicemente riprendete in mano la dieta e seguitela come di consueto;

    3) Se siete voi a mettervi ai fornelli cercate di limitare i condimenti troppo grassi ed il sale. Date più sapore alle pietanze con aromi come cannella, zenzero e peperoncino, anche zafferano, origano, pepe, pomodorini;

    4) Non fate mai mancare le verdure, che affiancheranno secondi a base di carne o pesce ma che potrete anche presentare come antipasto;

    5) Scegliete, o il primo o il pane; 

    6) Il panettone e il pandoro, purché non farciti, possono essere assunti con moderazione, nei giorni festivi, evitando di consumare il pane;

    7) Non  lasciate dolci e avanzi in giro per la casa. In questo modo potrete limitare i pasti “di sgarro” a quelle che sono le festività canoniche.

    8) Occhio all’alcool! Limitate gli alcolici e le bevande zuccherate. L’acqua deve sempre essere la bevanda principale!

    9) Non saltate la colazione: entro un’ora dal risveglio, fare una prima colazione abbondante è uno dei gesti che più efficacemente mettono in moto il metabolismo. Quindi fate colazione anche se la sera prima avete mangiato tanto o mangerete tanto a pranzo;

    10) Tra una partita a tombola e l’altra evitate di stuzzicare pandori e panettoni, preferite un frutto;

    11) Attività fisica. L’unico modo per bilanciare le calorie introdotte in eccesso è il movimento! Fate delle  passeggiate. 

    12)Dopo pasti abbondanti preparatevi una  tisana al finocchio contro il gonfiore addominale. Al bando inoltre lassativi e diuretici. Preferite tisane come tè verde e caffè verde, note per le loro proprietà dimagranti.

    13) Non pesatevi! Potreste essere presi dal panico nel vedere qualche etto in più!

    Ma soprattutto…

    14) Ricordate che i giorni di festa sono solo 4! Vigilia, Natale, Capodanno, Epifania!

     DOPO LE FESTE

    Tornate semplicemente alle vostre abitudini, non digiunate e non “uccidetevi” in palestra. Semplicemente state leggeri, e tornate a muovervi e se avrete preso qualche etto, vedrete che se ne andrà in un batter d’occhio. Perchè non si ingrassa tra Natale e Capodanno ma tra capodanno e Natale!

    Buone Feste!!!

     

  • AUTUNNO: MA PERCHE’ HO SEMPRE FAME?

    fame autunno

    Perchè in questo periodo ci sentiamo stanchi,  nervosi, abbiamo difficoltà a prendere sonno, siamo  irritabili ed abbiamo sempre voglia di dolce? Colpa della melanconia d’autunno.

    Voglia di dolci, pigrizia, scarsa attenzione verso il proprio corpo e uno stato di malessere generale sono i sintomi della “melanconia d’autunno”. Ma a cosa sono dovuti? Dobbiamo sapere che esiste un rapporto vitale tra corpo e sole. Quando le ore e l’intensità della luce  si riducono, nel nostro organismo  si ha un aumento della melatonina, un ormone essenziale per regolare il ciclo sonno-veglia, lo stesso ormone che manda gli animali in letargo! La melatonina si ottiene dalla serotonina, che è invece l’ormone  della gioia e dell’attenzione verso il proprio corpo. L’aumento di melatonina si traduce quindi in una riduzione della serotonina. Quando la serotonina si riduce, si ha tristezza, insonnia, mal di testa, variazione del tono dell’umore e fame di dolce.  Perchè il dolce? Perchè i carboidrati fanno aumentare la serotonina!

    Allora che fare?

    Fare una passeggiata, prendere il sole per far aumentare la serotonina ed anche la Vitamina D. Ma anche l’alimentazione è fondamentale. Proprio a causa della costante voglia di dolce e carboidrati c’è il rischio di finire in un circolo vizioso in cui più mangiamo e più saremo stanchi e tenderemo ad ingrassare. Inoltre più ingrassiamo e più saremo tristi e più mangeremo!

    In questo periodo occorre preferire alimenti che contengono sostanze che modulano i livelli di serotonina e melatonina. In particolare cibi contenenti triptofano, che è il proprio il precursore della serotonina e della melatonina. Preferire quindi legumi,  frutta secca (noci e mandorle) cereali non raffinati, in particolare avena, mais, grano saraceno, farro, orzo, miglio, riso. Questi infatti contengono sia triptofano  che melatonina vegetale. Fornendo melatonina quindi consentono di risparmiare la serotonina intrinseca. E ancora, prendere una buona spremuta di melagrana, pesce, banane e kiwi, the verde, cavoli, broccoli e pomodori che contengono anch’essi melatonina preformata.

    E poi un consiglio….

    Come spuntino,  anche dopo cena, assumere un cucchiaio di cacao amaro sciolto in acqua calda. Si avrà una cioccolata, sana, ricca di melatonina e magnesio contenute nel cacao. Anche uno spuntino a base di banana e  kiwi abbinati a noci o mandorle è un mix perfetto per combattere la melanconia d’autunno.

     

  • PROSCIUTTO E MELONE: SI O NO?

    prosciutto e melone

    Prosciutto e melone è il must dell’estate, ma l’abitudine di pranzare o cenare con questa accoppiata non è poi così corretta!

    In molti in questo periodo mi hanno chiesto “ma prosciutto e melone lo posso mangiare? E’ un abbinamento corretto?”. Sfido chiunque infatti a non avere spesso sostituito durante questa estate il pranzo o la cena con il classico prosciutto e melone. Magari rientrando dal mare ci si è fermati al volo a prendere questi due alimenti e in un batter d’occhio ecco la cena pronta! Tuttavia si tratta di un abbinamento decisamente sbagliato, specie in estate .

    Prosciutto e melone: le calorie non sono un problema

    Quando si parla di cibi si e cibi no, si pensa subito alle calorie. Ma per questa accoppiata il problema non è certo la densità calorica. Andando ad analizzare il contenuto calorico di questo pasto infatti, notiamo che è piuttosto contenuto. Il melone contiene  sole 33 Kcal per 100 gr mentre il prosciutto crudo (supponiamo un San Daniele magro) intorno alle 140 Kcal per 100 gr. Così, una porzione ragionevole di prosciutto e melone composta da 100 gr di prosciutto e 250 g di melone, apporterebbe intorno alle 220 Kcal, molto meno di una cena completa. E allora perchè no?  Il problema sta nell’apporto di sodio e potassio.

    L’importanza del potassio

    Specie durante l’estate, quando fa molto caldo ed aumenta la sudorazione, il nostro corpo ha bisogno di potassio. Il potassio è responsabile del corretto funzionamento delle cellule, della funzionalità di nervi e muscoli, regolarizza il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa e favorisce l’eliminazione del sodio. È molto importante per gli sportivi, per chi soffre il caldo, ha la pressione bassa, ed è importante soprattutto in estate perché sudando si perde potassio. Per non andare incontro a carenze di potassio, non basta assumere alimenti ricchi di questo minerale, ma occorre ridurre drasticamente l’assunzione di sodio. Quindi, specie in estate, occorrerebbe assumere molta frutta e verdura ricche di potassio ed evitare tutti gli alimenti ricchi di sale (anche di sale nascosto…come gli affettati!). Più nel dettaglio,  il giusto rapporto tra sodio e potassio da assumere con l’alimentazione, sarebbe di 1:2 ovvero,  necessitiamo di una quantità di potassio doppia rispetto a quella del sodio. Ed ecco allora perchè l’accoppiata prosciutto e melone non va

    Prosciutto e melone…ecco perchè non va!

    La quantità eccessiva di sale contenuta nel prosciutto, annulla i benefici del potassio contenuto nel melone! Il melone  fornisce infatti 333 mg di potassio per 100 gr. Tuttavia la quantità di sodio contenuta in 100 gr di San Daniele è davvero elevatissima, circa 1800 mg per 100 gr. Quindi, con la nostra porzione di prosciutto e melone, stiamo assumendo una quantità di sodio che è più del doppio di quella del potassio!  Per non parlare poi del fatto che i 100 gr di prosciutto contengono una quantità di sale superiore a quella che andrebbe consumata in un’intera giornata!  In altre parole, per avere un apporto di potassio pari al doppio di quella di sodio, ma soprattutto per evitare di eccedere con il consumo di sale, dovremmo mangiare una porzione di 50 gr di prosciutto accompagnata da più 1/2 Kilo di melone!

    E allora? Che fare?

    Bisognerebbe assumere prosciutto e melone nelle quantità indicate (100 gr di prosciutto e 250 di melone) solo occasionalmente (a meno che non si soffra di ipertensione, in questo caso il prosciutto andrebbe del tutto evitato!). In alternativa potreste  provare a sostituire  il prosciutto crudo con dell’affettato di manzo, decisamente meno salato 😉

  • STRESSATI, ANSIOSI, NERVOSI? POTREBBE ESSERE CARENZA DI MAGNESIO

    magnesio

    Il magnesio contro stress, ansia, depressione, insonnia, crampi muscolari. Vediamo insieme le proprietà di questo micronutriente e come assumerlo con l’alimentazione

    Vi sentite deboli? Siete fiacchi? Siete sopraffatti dai dolori muscolari? Avete spesso crampi? Siete troppo stressati? Forse tutti questi sintomi vi stanno indicando che il problema di base è un deficit di magnesio. Vediamo quindi in questo articolo quali sono i suoi benefici, i sintomi da carenza, e soprattutto in quali alimenti trovarlo

    Benefici:
    1. Azione anti-stress: il magnesio è un calmante naturale. Infatti  è essenziale per l’attività e l’equilibrio del sistema nervoso e svolge un’azione distensiva e calmante. Rilassa le tensioni ed è quindi utile contro il nervosismo:
    2. importante per la salute del cuore:  il magnesio è in grado di rilassare il muscolo cardiaco e prevenire le aritmie;
    3. rilassa i muscoli: influisce direttamente sul rilassamento muscolare, evitando la comparsa di crampi, pesantezza e lesioni;
    4. da energia: interviene nella produzione di ATP, l’energia necessaria affinché si verifichino tutti i processi metabolici

    ma non è tutto…  Il magnesio svolge anche altre funzioni:

    1. Rafforza ossa e denti: aiuta a fissare il calcio ed il fosforo nelle ossa e nei denti, rendendoli in questo modo più sani e forti;
    2. Indispensabile per il buon funzionamento dell’insulina e nel mantenimento dei corretti livelli di zuccheri nel sangue;
    3. Utile contro i dolori mestruali ed i sintomi della sindrome premestruale
    4. Utile contro l’insonnia per i suoi effetti distensivi e rilassanti;
    5. regola la funzionalità intestinale con lievi efffietti lassativi
    Sintomi da carenza:
    • Irritabilità, nervosismo e tensione
    • Ansia e difficoltà di concentrazione
    • Problemi umorali e depressione
    • Stanchezza mentale e fisica
    • Insonnia
    • Emicrania e mal di testa cronico
    • crampi muscolari
    • anomalie del battito cardiaco
    • Cambi di appetito, nausea e vomito
    Dove si trova
    • verdura a foglia verde, come spinaci, bietole, biete coste ed erbette;
    • semi di zucca;
    • germogli di soia;
    • frutta a guscio come mandorle, nocciole e noci;
    • cacao amaro e cioccolato extra fondente;
    • legumi come piselli e fagioli;
    • banane, avocado e fichi
    • cereali e farine integrali.

    magnesio

     

  • GOLDEN MILK, COS’E’ E COME SI PREPARA

    golden milk

    Il golden milk, una bevanda a base di latte, anche vegetale, e curcuma, dalle straordinarie proprietà. Vediamo come prepararla e quali sono i suoi  benefici.

     I benefici del Golden milk, o latte d’oro, sono dovuti alla presenza della curcuma, una spezie orientale ormai molo usata anche in occidente ed  il cui principio attivo, la curcumina, ha proprietà salutari scientificamente provate.

    Vediamone le principali:

    • antiossidante, protegge dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento;
    • immunostimolante, potenzia il sistema immunitario;
    • antiinfiammatoria, la curcuma infatti è un potente antinfiammatorio in grado dunque di contrastare stati infiammatori e dolori articolari ed utile ad esempio contro le patologie reumatiche;
    • proprietà digestive, colacoghe e colaretiche, migliora cioè la digestione, aiuta a depurare il fegato, e a regolare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue;
    • antitumorale

    Inoltre, il golden milk, grazie anche alla presenza di altri ingredienti quali miele e cannella, è utile anche per chi soffre di sinusite, ed è perfetto in caso di tosse e raffreddore. 

    Ecco quindi la ricetta

    Occorre prima preparare la pasta di curcuma che potrà essere conservata ed usata all’occorrenza per la preparazione del golden milk.

    Ingredienti per la pasta di curcuma (quantità per 40 giorni)

    • 60 gr di curcuma in polvere
    • 120 ml di acqua

    Scaldare l’acqua e la curcuma  in un pentolino, a fuoco medio mescolando continuamente per evitare di formare grumi. Dovrete ottenere in poco tempo (2-3 minuti) un impasto liscio e cremoso, abbastanza denso. Una volta pronta, conservate la pasta di curcuma così ottenuta in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente in frigo.  In questo modo, si manterrà per circa 40 giorni.

    Ingredienti per il golden milk (per una persona)

    • 1/2 di cucchiaino di pasta di curcuma
    • 1  tazza di latte vaccino (o latte vegetale)
    • 1 cucchiaino olio di mandorle dolci
    • miele
    • cannella (facoltativa)

    Per preparare il latte d’oro fate scaldare a fiamma media in un pentolino per un paio di minuti il latte vegetale con la pasta di curcuma fino a quando si vedrà fumare la bevanda. Spegnere subito, versare in tazza e aggiungere  il miele, l’ olio di mandorle dolci per uso alimentare  e se volete, una spolverata di cannella in polvere. Per favorire l’assorbimento e potenziare gli effetti della curcuma aggiungete un pizzico di pepe nero.