TIROIDITE DI HASHIMOTO: COSA MANGIARE E COSA EVITARE

TIROIDITE DI HASHIMOTO

È vero che con la tiroidite di Hashimoto non bisogna assumere soia? E che bisogna eliminare glutine e latticini? Facciamo chiarezza

Una condizione, la tiroidite di Hashimoto, molto più frequente di quel che si possa pensare, per lo meno facendo una statistica dei pazienti che si rivolgono a me. E una condizione che apre a numerose domande. Una di queste sicuramente è…cosa mangiare? E cosa invece evitare? In internet si legge davvero di tutto. Dalla soia al glutine, dai broccoli ai latticini, insomma, facciamo chiarezza e vediamo qualche consiglio per convivere serenamente con questa patologia che, se compensata farmacologicamente, consente una vita assolutamente normale e consente si, anche di dimagrire, nonostante tutto!

Cosa è la tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una malattia cronica autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente la ghiandola tiroidea. Questa aggressione ad opera di anticorpi anti tiroide (anti-TPO e anti-TG) causa un’infiammazione che danneggia la capacità della tiroide di produrre ormoni (FT3 e FT4) portando nel tempo all’ipotiroidismo, una ridotta produzione di ormoni tiroidei fondamentali per il metabolismo. Non a caso, la diagnosi della patologia si effettua proprio tramite il dosaggio degli anticorpi  anti-tireoperossidasi AbTPO e anti-tireoglobulina AbTg, nonché degli ormoni  TSH (ormone prodotto dall’ipofisi che va a stimolare la tiroide a produrre FT3 ed FT4) FT3, FT4 ed ecografia tiroidea. Perché il TSH? Perché è l’ormone prodotto dall’ipofisi che va a stimolare la tiroide a produrre FT3 ed FT4. Quando la tiroide non risponde, il TSH aumenta per aumentare la stimolazione.

hashimoto

Spesso, almeno inizialmente, la tiroidite di Hashimoto è asintomatica ma quando la produzione degli ormoni tiroidei è ridotta sfociando nell’ipotiroidismo, ecco che si manifestano i sintomi che questa condizione porta con sè quali:

  • Stanchezza;
  • Aumento di peso;
  • Intolleranza al freddo;
  • Pelle secca;
  • Stipsi;
  • Ingrossamento della tiroide (gozzo);
  • Depressione;
  • Irregolarità del ciclo mestruale

Quando la tiroide diventa ipoattiva, la terapia prevede l’assunzione di ormone tiroideo sintetico (levotiroxina) a vita, simile a quello naturale, per ripristinare i normali livelli ormonali e, di conseguenza, ridurre i sintomi tipici della patologia.

Ma quindi è vero che il metabolismo rallenta e che non posso più dimagrire?  

Ma certo che no. Si dimagrisce ugualmente. La  terapia ormonale sostitutiva infatti va a colmare il difetto tiroideo, riportando tutto nella norma. Aumento di peso si può verificare nelle prime fasi, quando la patologia non è stata ancora identificata e la terapia non è stata messa a punto.

E cosa mangiare?

Appurato che, se si sta facendo la terapia sostitutiva, il nostro metabolismo torna a essere quello di una persona sana, resta fondamentale seguire una dieta complessivamente sana, con qualche accortezza in più, volta ad abbassare lo stato infiammatorio e aiutare, o per lo meno non ostacolare, il funzionamento sia della tiroide che della terapia sostitutiva.

Alimenti da limitare:

  • Soia: può interferire con l’assorbimento della levo tiroxina. Non è necessario eliminarla, ma bisogna distanziare l’assunzione di prodotti a base di soia (latte, tofu, edamame) di almeno 2-4 ore dalla pastiglia e assicurarsi contestualmente un buon apporto di iodio nella dieta. NOTA BENE: nei soggetti sani eliminare la soia non ha senso! L’accortezza è solo per soggetti co  funzionalità compromessa
  • Brassicacee (broccoli, cavoli, cavolfiori, verza, ecc.): contengono  composti “gozzigeni” che possono interferire con l’assorbimento dello iodio e la produzione di ormoni tiroidei. Tuttavia, questo effetto è rilevante soprattutto se consumate crude e in grandi quantità; la cottura e un buon apporto di iodio ne inattivano infatti in gran parte l’azione. Quindi, anche le brassicacee non vanno eliminate, ma consumate cotte e magari compensare con adeguato apporto di iodio da alghe e pesce di mare.

E poi ovviamente va limitato tutto ciò che è comunque da limitare in una dieta sana e che causa, oltre ad aumento di peso, anche uno stato infiammatorio,  come zuccheri semplici, cibi processati, carni lavorate e insaccati.

Alimenti e nutrienti da non farsi mancare

  • Iodio e selenio: Lo iodio è componente dell’FT4 mentre il selenio è necessario per trasformare l’FT4 in FT3 che è l’ormone biologicamente più attivo. Ma il selenio è importante non solo per il funzionamento della tiroide in sé, è fondamentale anche perché lutatione perossidasi (enzima antiossidante). Poco selenio si traduce in aumento dello stress ossidativo certo non benefico per la tiroide. Alcuni studi poi hanno evidenziati che assicurarsi corretti livelli di selenio  si abbassa la produzione di anticorpi anti tiroide in quanto si riduce lo stato di infiammazione. Sono fonte di iodio pesce azzurro, alghe, molluschi, crostacei, latte e uova anche se in misura minore, e sale iodato, che può essere usato (ovviamente tenendo presente che sempre di sale si tratta) per colmare la carenza di iodio. Sono fonte di selenio le noci del Brasile, pesce e frutti di mare, frattaglie, di nuovo le uova, ma anche cereali integrali,  funghi e spinaci
  • Frutta e verdura fresche e di stagione;
  • Grassi sani quali olio di oliva, frutta secca e semi oleosi, avocado (se piace);
  • Spezie antinfiammatorie come curcuma e zenzero
  • Pesce, sia per l’apporto di iodio che per quello di omega tre

E glutine e latticini? 

Molti si chiedono se il glutine sia da evitare. Come si evince da questa meta analisi datata 2023 (è in inglese, come tutti, veri e affidabili articoli scientifici, ma se volete potete tradurre con google translate)  le attuali evidenze non sono ancora sufficienti per raccomandare questo approccio dietetico a tutti i pazienti con diagnosi di tiroide. In questa invece si legge come il glutine (il glutine moderno, che è diverso da quello del passato) “può contribuire all’espansione e alla progressione delle malattie autoimmuni attraverso meccanismi come la disbiosi, la sindrome dell’intestino permeabile e la cross-reattività”. Il problema non è quindi il glutine in se, quanto la disbiosi e l’infiammazione che deve essere tenuta a bada. Ad oggi non è consigliata una dieta priva di  glutine ma “una comprensione più approfondita dell’asse intestino-tiroide potrebbe portare allo sviluppo di approcci innovativi nella gestione delle malattie autoimmuni”

Anche per i latticini qualcuno si pone il problema se si possano o meno assumere. Presumibilmente il dubbio nasce dal fatto che si dice che i latticini causino infiammazione e quindi varrebbe lo stesso discorso fatto per il glutine. Tuttavia, i LATTICINI NON CAUSANO INFIAMMAZIONE, è solo uno dei tanti falsi miti che si leggono in giro, a meno che non vi sia intolleranza al lattosio. Pertanto eliminare i latticini non ha senso.

In conclusione

In conclusione, la dieta di una persona affetta da tiroidite deve essere sana ed equilibrata, con qualche accortezza legata a garantire un adeguato apporto di iodio e selenio e ad evitare di ostacolare il funzionamento della tiroide e della terapia sostitutiva.

A questo scopo come sempre bene evitare il fai da te, per evitare di incorrere in carenze nutrizionali (come quelle che possono venire da chi, anche dalla lettura di questo articolo, travisa certe informazioni e decide di eliminare il glutine, o i latticini, o le brassicacee) nel tentativo autodidatta di curarsi da sè. Per una gestione personalizzata, è raccomandata una consulenza!

Se state già seguendo una terapia sostitutiva ma, nonostante questo, non riuscite a perder peso, probabilmente il problema non è la tiroide in sè, ma un’alimentazione che magari credete esser corretta ma che in realtà non lo è. 

P.S non ho la tiroidite di Hashimoto ma… sono ipotirodea anche io e assumo eutirox regolarmente 😉

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Se anche tu sei affetto da Tiroidite e hai bisogno di aiuto per la tua alimentazione,  non esitate a contattarmi, o fissare in modo autonomo la tua visita in studio o online con il servizio miodottore.

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