Surimi: cos’è davvero e si può mangiare? Scopri come viene prodotto, quali ingredienti contiene, se può sostituire il pesce e come scegliere il prodotto migliore leggendo l’etichetta.
È uno degli alimenti che compare più spesso sulle tavole estive. Nelle insalate di riso, nelle insalatone o come spuntino veloce, il surimi piace praticamente a tutti, anche a chi normalmente non ama il pesce. Ed è proprio questa una delle domande che mi viene rivolta più spesso in studio durante l’estate:
“Dottoressa, ma il surimi si può mangiare?”
La risposta, come spesso accade in nutrizione, non è un semplice sì o no. Prima di decidere se inserirlo nella propria alimentazione, vale la pena capire che cos’è davvero.
Che cos’è il surimi?
Il surimi è un alimento industriale ottenuto dalla carne di pesci bianchi, generalmente merluzzo dell’Alaska, nasello, hoki o specie simili.
La specie utilizzata, però, non sempre viene indicata chiaramente in etichetta. Alcune aziende la specificano, mentre altre riportano semplicemente la dicitura “polpa di pesce”, senza ulteriori dettagli. Nell’etichetta riportata più avanti, ad esempio, compare soltanto questa indicazione.
La carne viene privata di pelle e lische, tritata e sottoposta a numerosi lavaggi fino a ottenere una pasta proteica dal sapore neutro. Questa pasta prende il nome di surimi, termine giapponese che significa semplicemente “pesce macinato”.
Successivamente vengono aggiunti altri ingredienti per conferire consistenza, sapore e conservabilità, fino ad arrivare ai classici bastoncini che troviamo al supermercato.
Cosa contiene davvero?
Molte persone pensano che il surimi sia semplicemente pesce. In realtà è un prodotto composto da pesce e da numerosi altri ingredienti che ne modificano consistenza, sapore e conservabilità. La percentuale di pesce varia da prodotto a prodotto, ma generalmente rappresenta circa il 30-50% degli ingredienti, anche se può cambiare in base al produttore.
Il resto è costituito da:
- acqua;
- amidi (patata, frumento, mais o altri);
- albume d’uovo;
- oli vegetali;
- sale;
- zuccheri;
- aromi;
- addensanti e stabilizzanti.
Alcuni prodotti contengono anche esaltatori di sapidità, mentre altri ne sono privi. Per questo motivo è sempre consigliabile leggere attentamente la lista degli ingredienti e confrontare le diverse marche.
È uguale al pesce?
Assolutamente no.
Il surimi deriva dal pesce, ma non può essere considerato un sostituto nutrizionale del pesce fresco o surgelato.
Durante la lavorazione viene infatti eliminata parte delle sostanze naturalmente presenti nel pesce e il prodotto finale contiene una quota importante di ingredienti aggiunti.
Dal punto di vista nutrizionale apporta proteine, ma generalmente è più ricco di sodio e più povero di alcuni nutrienti caratteristici del pesce, come gli acidi grassi omega-3.
Un esempio di etichetta
Per capire meglio, ecco la lista degli ingredienti di un surimi comunemente reperibile al supermercato:
Surimi 38% (polpa di pesce, stabilizzanti E420, E450, E451, E452), acqua, amidi (frumento, mais, patata e pisello), albume d’uovo, olio di colza, proteine della soia, sale, zucchero, amido modificato, aroma di crostaceo, esaltatori di sapidità (E621, E635), coloranti.
Come si può notare, la specie di pesce utilizzata non viene specificata e il prodotto contiene numerosi ingredienti oltre alla polpa di pesce.
Naturalmente esistono surimi con formulazioni differenti e liste ingredienti più semplici: proprio per questo leggere l’etichetta rimane sempre la scelta migliore.
Quindi posso mangiarlo?
Nulla è veleno in assoluto, ma serve consapevolezza!
Non lo troverete mai tra gli ingredienti delle mie ricette e non è certamente uno degli alimenti che consiglierei di portare abitualmente in tavola. Se però vi piace, potete consumarlo occasionalmente, ad esempio all’interno di un’insalata di riso o di un piatto estivo. In ogni caso, non va considerato un equivalente del pesce né un suo regolare sostituto.
Come sempre, nessun alimento, preso singolarmente, determina la qualità della nostra alimentazione. Anche il surimi può trovare spazio in una dieta varia ed equilibrata, purché venga consumato saltuariamente e con consapevolezza. Il consiglio è quello di leggere sempre l’etichetta, confrontare le diverse marche e, quando possibile, scegliere prodotti con una lista degli ingredienti più semplice.
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Grazie e complimenti per la completezza, la chiarezza e la sinteticità.
Grazie a voi! E’ un piacere oltre che dovere fare un pò di sana informazione, facilmente comprensibile anche a chi non è del mestiere
Grazie Dssa lei è sempre molto chiara e illuminante!
Grazie 🙂